Furla Talent Hub fa largo ai giovani, l’incubatore di team innovativi
Piacerebbe al candidato premier Walter Veltroni, in cerca di giovanissime leve per rendere più sexy il suo Partito Democratico, il Furla Talent Hub ideato da Furla. Uno dei rari casi in cui, come si dice, si fa largo ai giovani. Il Talent Hub è una sorta di centro di smistamento, produzione ma soprattutto promozione di nuovi talenti. Tutti, naturalmente, legati a quel design che è intessuto a filo doppio con il fashion. Vediamo come funziona. L’azienda offre la possibilità a dei giovani stilisti (per il momento quattro), ancora sconosciuti al grande pubblico, di firmare assieme al marchio una collezione. Conseguenza immediata sarà, per i ragazzi, vedere le proprie borse e scarpe esposte nei negozi Furla e realizzare la propria collezione "for Furla". Per la stagione primavera estate 2008 saranno esposti in nove negozi: due a Milano e uno a Roma, Londra, Tokyo, New York e Mosca. Poi, dall’autunno inverno, arriveranno anche in boutique esclusive e in department stores internazionali. Ecco chi sono le future star del domani: Courtney Crawford, definito il design visionario della new generation, Alice e Lisa Ferrari, cresciute giocando con il telaio sono le creatrici del brand Maricò per cui realizzano originali borse in tessuti naturali, Max Kibardin, designer russo figlio d’arte (la sua è una famiglia di calzaturieri) dallo stile elegante e discreto che rimanda a un’allure d’altri tempi, Nicole Brundage che dopo l’esperienza nei team creativi di Armani Jeans e Zac Posen ha iniziato a disegnare una propria linea ispirandosi allo stile delle starlet anni 40’. Agli addetti ai lavori sono noti per essere arrivati come finalisti delle ultime edizioni del concorso internazionale "Who is on next?". «E’ stata un’operazione semplice ma in realtà innovativa e piuttosto dirompente per il mondo della moda spiega Giovanna Furlanetto che è la presidente di Furla e ispiratrice del progetto l’idea è nata, parlando con il direttore di Vogue Franca Sozzani del desiderio di scoprire nuovi talenti, di riuscire a mettere i giovani e la loro forza creativa al centro delle aziende e di farli incontrare con la distribuzione mondiale di una realtà come la nostra». Tra l’altro alcuni dei talent boy scelti da Furla, Max Kibardin e Courtney Crawford, si sono anche visti recentemente assegnare a New York il "Vivian Infantino Emerging Talent Award" (il premio intitolato a Vivian Infantino, nome storico del giornalismo fashion americano). L’attenzione al design del gruppo s’intuisce anche guardando il restauro del negozio di Corso Vittorio Emanuele a Milano. Per prima cosa il progetto è stato sviluppato dallo studio April di Milano (una piattaforma internazionale di architetti tutti molto giovani). Poi l’insieme strizza l’occhio ad una nuova architettura: il cliente—visitatore è accompagnato nel suo percorso da una grande scultura di ferro, laccato nero, di 15 metri
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento